Senegal –  cosa deve fare e sapere uno studente a Dakar

Laura, studentessa di ingegneria civile e ambientale (che avete già conosciuto QUI), ha trascorso 3 mesi in Senegal per sviluppare il suo progetto di tesi magistrale. Da Brescia è dunque volata a Dakar, dove è stata ospite di una famiglia del posto per l’intero periodo. Durante i suoi 3 mesi di permanenza non ha solo lavorato in cantiere per sviluppare il suo progetto (un impianto per il trattamento delle acque reflue), ma ha anche vissuto la vita della città, scritto e viaggiato.

Ovviamente ci ha raccontato per bene la sua esperienza, universitaria e non. Ci ha dunque aiutato a redigere una mini guida per riassumere cosa deve fare e sapere uno studente a Dakar !

In questa prima parte ci soffermeremo sulle informazioni pratiche e su quelle di carattere generale. Nel prossimo articolo invece daremo dei consigli su quali attività fare e che posti visitare per godersi l’esperienza al meglio!

 

Informazioni pratiche utili

 

Esami e Vaccini

Prima di partire ho fatto i seguenti vaccini: febbre gialla, epatite b, tifo e, forse la più utile, il tetano (avrei avuto il richiamo subito dopo essere tornata, ma il Senegal è pieno di rifiuti per le strade e dunque ho deciso di anticipare); inoltre ho fatto la profilassi antimalarica, anche se è consigliata solo per la stagione delle piogge, ma poiché ho lavorato nei pressi di bacini di acqua paludosa ho deciso di premunirmi e assumere Lariam per tutta la mia permanenza.
NB: i principali farmaci per la profilassi antimalarica sono due:

  • il Lariam, un farmaco con molte controindicazioni (io ho sofferto molto di insonnia per esempio) che va preso una volta a settimana per massimo tre mesi;
  • il Malarone, un farmaco più moderno, con meno controindicazioni, ma che è preferibile prendere solo per un mese, una volta al giorno.

Se si decide per varie ragioni di non prendere nessun farmaco contro la malaria bisogna fare un’attenta prevenzione con tanto di repellente antizanzare, vestiti lunghi e chiari e zanzariere per il letto. In ogni caso da ottobre in poi le zanzare non sono così tante, ma nei punti in cui c’è acqua ristagnante sono presenti tutto l’anno.
Infine, buona parte della popolazione senegalese ha problemi di parassiti intestinali a causa delle scarse condizioni igieniche e idriche: consiglierei di fare un esame generico al rientro dal viaggio.

 

Lingua

In Senegal non è così facile comunicare in inglese e in molto pochi lo sanno parlare, dunque è consigliabile imparare un po’ di francese. In ogni caso, persone meno istruite fanno fatica a parlare francese e usano solo il dialetto locale (il più diffuso è il wolof, ma ce ne sono svariati). Io prima di partire ho fatto qualche lezione di francese, giusto di sopravvivenza. In ambito prettamente universitario, turistico o tra gli expat invece non ci sono problemi a comunicare in inglese.

 

Documenti da preparare

Serve solo il passaporto in quanto il visto viene fatto in aeroporto e non costa nulla (ma bisogna sapere con certezza dove si pernotterà almeno una notte, perché è richiesto di segnalare un indirizzo).

 

Acqua corrente

Solo nel nord del Senegal l’acqua del rubinetto è potabile. Tutti gli hotel e le case nelle grandi città hanno l’acqua in casa, a volte corrente, altrimenti (come dove vivevo io), è presente un pozzo in cortile. Nelle zone rurali i pozzi sono più sporadici e meno sicuri. Una volta mi è capitato di finire in un hotel di un villaggio abbastanza turistico dove mi hanno informata che per un mese non ci sarebbe stata acqua corrente (sic!). In caso si trovasse una bottiglia non sigillata è sempre meglio evitare di berla perché i filtri o le bottiglie riutilizzate possono essere soggette a contaminazioni batteriche. In generale, io consiglio di usare l’acqua della bottiglia il più possibile (anche per lavarsi i denti).

 

Religione

La religione prevalente è l’islam murida – il venerdì pomeriggio è dunque il momento in cui tutti vanno in moschea e molti esercizi commerciali sono chiusi. Il calendario delle festività è praticamente come il nostro (residui della colonizzazione francese) e nel fine settimana tutti gli uffici e le scuole sono chiusi, mentre i negozi sono sempre aperti, di solito fino alle 21.00. A Dakar in particolar modo non ci sono assolutamente problemi a vestirsi come si preferisce, con gonne o magliette scollate, anche se fuori dalle zone più turistiche è forse meglio indossare pantaloni lunghi.
Alcune cose non viste molto bene per ragioni religiose sono:
– Bere alcolici per strada
– Fumare in pubblico (soprattutto per le donne)
– Effusioni in pubblico
Ovviamente nei luoghi di aggregazione dei giovani (come nelle spiagge, nei locali o nei quartieri più occidentali) queste cose non creano problemi.

 

La vita in Senegal: cosa aspettarsi e come muoversi!

Teranga

Il Senegal è famoso per la sua “Teranga”, ovvero l’ospitalità. Io ho vissuto con una famiglia tradizionale molto numerosa, un’esperienza bellissima e arricchente (anche se non nego che a lungo andare le forti differenze possano diventare pesanti). Può capitare che perfetti sconosciuti ti invitino a casa loro per partecipare alla cerimonia del tè o che si propongano di accompagnarti a visitare le attrazioni turistiche. Ovviamente si raccomanda una certa attenzione nell’accettare queste proposte e succede che in molte occasioni alla gentilezza si contrapponga una fastidiosa insistenza (come ad esempio i venditori dei mercati cittadini o improvvisate guide turistiche che non ti lasciano andare in giro in solitaria).

 

Sicurezza

Il Senegal è un paese molto sicuro rispetto ai paesi vicini, famoso anche per essere il più pacifico, “ricco” e religiosamente tollerante della zona: aggressioni e rapine sono molto rari. In ogni caso, non è consigliato andare in giro a piedi completamente soli di notte (anche perché molte zone non sono illuminate).

 

Sport

I senegalesi sono patiti di sport! I parchi e le spiagge, soprattutto di sera, sono pieni di ragazzi che fanno esercizi per tenersi in forma, che giocano a calcio o che fanno Laamb (lo sport nazionale: una lotta simile al wrestling con particolari rituali di ballo e canto). Iscriversi a un corso (yoga, capoeira o surf) ti permetterà di conoscere gente locale e tanti expat o studenti Erasmus.

 

Prezzi

I costi in realtà sono meno bassi di quello che si possa pensare, in particolare a Dakar e nelle zone turistiche. Se si sceglie di vivere una vita il più simile possibile a quella condotta in Europa, i prezzi salgono fino a quelli tipicamente europei. Infatti, i supermercati e i locali più eleganti sono frequentati principalmente da expat e i prezzi sono conseguentemente abbastanza alti. D’altro canto, nei mercati e negozi di alimentari frequentati da locali i prezzi sono decisamente bassi, ma la varietà dei prodotti è limitata. È sempre consigliato andare in giro con un po’ di contanti perché ci sono pochissime banche (e non sempre funzionanti). Sono invece diffusi gli uffici che effettuano il cambio: essendo il rapporto tra euro e franco cfa sempre fisso, non è mai sconveniente cambiare.

 

Organizzazione sul lavoro

L’organizzazione sul lavoro e in università può rendere l’esperienza difficoltosa: il concetto di impegno e precisione sono molto diversi da quelli a cui siamo abituati e che, magari, ci sono richiesti. Avendo trascorso il mio periodo là a lavorare su un progetto per la tesi, l’ho sperimentato in prima persona! Bisogna armarsi di pazienza e rischiare di essere considerati insistenti se qualcosa di urgente viene richiesto ma non eseguito in tempi utili.

 

Trasporti

Per muoversi in città il mezzo più diffuso è il taxi: è abbastanza economico ed è possibile prenderlo in tutte le zone della città, con tempi di attesa abbastanza brevi. Non è così improbabile, però, rimanere imbottigliati nel traffico, soprattutto nelle ore di punta. Un altro mezzo comodo è la moto o il motorino: se ne trovano moltissimi sul mercato a prezzi ragionevoli e non è difficile rivenderli. Purtroppo però molte strade in città non sono asfaltate ed è abbastanza facile rimanere invischiati in un incidente o essere multati (anche ingiustamente) dalla polizia locale. Se si vuole spendere davvero poco, si possono prendere i mezzi pubblici: i più tipici sono i car rapide, coloratissimi e sgangheratissimi furgoncini volkswagen con persone a bordo che urlano ai passanti il quartiere in cui sono diretti per farti capire se il passaggio fa al caso tuo (poco consigliati se non si è fluenti nella lingua locale).

Per spostarsi da una città all’altra invece ci sono vari modi:
Allo Taxi: ti permette di condividere un taxi con sconosciuti che fanno la tua stessa tratta (i prezzi sono i meno convenienti);
bus di linea: spesso da prenotare, passano solo per le città più grosse;
armarsi di pazienza e tentare la fortuna aspettando l’arrivo di un sept-place che vada nella tua direzione: sono vecchie auto da sette posti che viaggiano da una città all’altra e raccolgono passeggeri lungo il tragitto per lasciarli in un posto accordato sulla strada. I prezzi sono bassissimi e l’esperienza è davvero unica ma bisogna conoscere bene il tragitto perché è molto frequente effettuare cambi.

 

Questa è solo la prima parte: se siete curiosi di sapere quali sono le esperienze più belle da fare (dalle escursioni in moto sul tragitto della Parigi-Dakar al surf) allora leggete la seconda parte QUI

Ciao!

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Dopo esserci conosciuti all’Università di Trento nel 2012 e aver intrapreso due carriere diverse, una nel marketing e una nella finanza, ci siamo ritrovati a Ginevra, in Svizzera, dove viviamo. Ora lavoriamo, studiamo e ci dedichiamo a questo blog nella speranza di aiutare tutti gli studenti là fuori in cerca di consigli!

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