Senegal – cosa deve fare e sapere uno studente a Dakar (parte 2)

Siamo arrivati alla seconda parte della nostra mini-guida che raccoglie informazioni utili, consigli e curiosità sul Senegal – in generale, un riassunto di cosa deve fare e sapere uno studente a Dakar per vivere al meglio la sua esperienza di scambio.
Dopo aver affrontato le informazioni pratiche e quelle generali nel nostro primo pezzo, ora Laura, la studentessa di ingegneria che abbiamo intervistato, ci darà dei consigli su cosa visitare e che esperienze non perdersi assolutamente!

 

Cosa fare a Dakar – vivere la città al meglio

 

Locali ed eventi

Dakar è famosa per la scatenata vita notturna. Dal giovedì alla domenica c’è sempre qualcosa da fare tutta la notte (è normale uscire a mezzanotte e tornare all’alba). Sono tantissimi i locali o i centri culturali (primo tra tutti l’Institut Francais di Dakar) che organizzano concerti ed eventi. Una volta al mese viene organizzato l’imperdibile Electroafrique, un evento che coinvolge i più interessanti dj africani. Passando completamente ad un altro genere musicale, si trovano anche molte serate dedicate al jazz e all’afrobeat: famoso è il festival jazz di Saint Louis, che vanta ospiti di respiro internazionale, nella cornice di una città coloniale patrimonio dell’Unesco. Altro festival interessante, questa volta in ambito cinematografico, è quello del documentario africano, sempre a Saint Louis.

 

Visitare le isole di Dakar

Tra le attrazioni più turistiche della capitale, ci sono le visite all’isola di Goreè e a quella di Ngor. La prima è famosa per essere patrimonio dell’Unesco: colorata e ben conservata, ripercorre tra le strette vie fiorite la triste storia della tratta degli schiavi, che qui venivano stipati per essere poi spediti nel Nuovo Mondo. La seconda è un’oasi di pace con delle belle spiagge, meta preferita dai giovani locali nelle calde domeniche estive e da molti artisti europei.

 

Arte

La città di Dakar è un importante centro culturale nell’africa occidentale. È imperdibile una visita alla galleria Antenna, in pieno centro, dove si può percorrere gratuitamente la storia dell’arte africana attraverso le maschere e le statue originali (molte sono anche in vendita). Altro luogo imperdibile è il Villages des Art: un intero villaggio appena fuori dal centro composto unicamente da studi di artisti locali e non: un’esperienza unica è quella di percorrere i vialetti alberati che separano gli studi ed andare a chiacchierare con gli artisti all’opera, che vi mostreranno volentieri le loro opere.

 

Surf Camp

Il surf è forse uno dei maggiori motivi di turismo in Senegal: essendo Dakar una penisola vagamente triangolare, a tutti i momenti del giorno è possibile cercare il migliore spot per salire sulla tavola e praticare surf o kite surf. In pieno centro a Dakar ci sono ben tre ostelli che organizzano scuole di surf o navette per cercare le onde migliori, sempre accompagnati da professionisti. L’ambiente è giovane, rilassato e divertente: è forse il miglior modo per conoscere persone con cui condividere giornate al mare.

 

Cosa fare fuori Dakar – le esperienze più belle

 

Andare al mare

Si può optare sia per un bell’albergo con tutti i servizi (a prezzi però europei), sia per l’ostello. Gli ostelli sono sempre ben tenuti e pieni di ragazzi e ragazze in viaggio, dunque posti perfetti per conoscere nuova gente. Ci sono andata io come donna sola e mi sono solo divertita, quindi non abbiate paura. La zona in assoluto più ricca di alloggi è la Petit Cote, ovvero tutta la regione sull’oceano tra Dakar e Saly: tra paesini più o meno turistici si susseguono alberghi, case vacanza o villaggi all-inclusive dove passare qualche giorno al mare.

 

Safari e parchi naturali

Sono due i più famosi di tutto il Senegal: il primo è Bandia, appena fuori Dakar, molto piccolo e ben tenuto ma sicuramente meno suggestivo dei grandi parchi africani; altrimenti c’è il Niokolo Koba, molto più naturale ma allo stesso tempo fuori mano e di difficile attraversamento in molti periodi dell’anno. Più interessanti ancora, da un punto di vista naturalistico, sono le grandi riserve ornitologiche (come Djudji, appena fuori Saint Louis, sul confine con la Mauritania): buona parte degli uccelli migratori europei infatti si fermano in Senegal, nelle prime zone umide appena oltrepassato il deserto, dove il clima è mite tutto l’inverno.

 

Deserto

C’è un piccolissimo deserto di appena 18 km2, dove si può campeggiare in strutture organizzate o in piena libertà in assoluta sicurezza. I campi tendati presenti tra le dune organizzano escursioni in cammello; per i più avventurosi ci si può addentrare tra le dune anche a piedi e senza guida, tanto i confini del deserto sono velocemente raggiungibili e non si rischia mai davvero di perdersi.

 

Pesca sul Sine Saloum

Sul delta del fiume Saloum, al confine con il Gambia, si erge una fitta foresta di mangrovie, all’interno della quale si snodano canali che possono essere percorsi con le coloratissime piroghe. Su di esse si può fare birdwatching o provare la pesca con i metodi tradizionali senegalesi.

 

In moto al Lac Rose

Il Senegal è famoso per essere stato a lungo il tratto finale del rally Parigi-Dakar; se si ha l’occasione, si può percorrere in moto quest’ultima tappa dalle ventose spiagge oceaniche fino ad arrivare al Lac Rose (detto Retba dai locali), un lago di acqua salata nel quale crescono alghe che conferiscono una sfumatura rosa-ruggine.

E’ tutto sul Senegal! Se siete curiosi di saperne di più sul progetto di tesi di Laura o su Dakar in generale, basta che ci scriviate: saremo felici di darvi qualche dettaglio in più!

Ciao!

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Dopo esserci conosciuti all’Università di Trento nel 2012 e aver intrapreso due carriere diverse, una nel marketing e una nella finanza, ci siamo ritrovati a Ginevra, in Svizzera, dove viviamo. Ora lavoriamo, studiamo e ci dedichiamo a questo blog nella speranza di aiutare tutti gli studenti là fuori in cerca di consigli!

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